Gastronomia e prodotti tipici
Gastronomia e prodotti tipici
Palazzo Schininà
Palazzo Schininà
Palazzo Cosentini
Palazzo Cosentini
Palazzo Bertini
Palazzo Bertini
Palazzo Zacco
Palazzo Zacco
Palazzo Nicastro o della Cancelleria
Palazzo Nicastro o della Cancelleria
Palazzo Sortino-Trono
Palazzo Sortino-Trono

Gastronomia e prodotti tipici ragusani

Tutta la provincia di Ragusa vanta una tradizione gastronomica molto particolare basata, soprattutto, sull'utilizzo degli stessi prodotti che l'agricoltura, l'allevamento e la natura danno. è molto caratteristico il fatto che, ancora oggi, vi sia la tendenza ad usare i metodi trasmessi dagli antichi; la cosiddetta Ricetta della Nonna è per gli abitanti di tutta la provincia, quasi un modo per distinguersi, per mantenere una propria identità, diversa dagli altri e che, con il suo richiamo al passato, tende a dare quel tocco di dolce ricordo di quel che un tempo fu! Sono vari e molteplici i piatti tipici e caratteristici della nostra provincia, a seconda del comune, del periodo e, delle mani che li preparano. Tra i piatti tipici possiamo ricordare i classici cannoli siciliani, dolce molto particolare, ottenuto friggendo una pasta arrotolata in un oggetto a forma di canna (spesso un pezzo di canna vera e propria) e poi riempito con ricotta dolce o crema.

Un altro esempio che possiamo citare sono le cassate, diverse da quelle che si fanno nelle altre zone della Sicilia, queste sono un dolce tipicamente pasquale ma che oggi, lo si può trovare in qualsiasi periodo. Rimanendo in tema pasquale e abbandonando per un attimo i dolci, bisogna menzionare necessariamente le impanate, simili a focacce con ripieno di carne d'agnello o tacchino e, a seconda della zona, vari altri condimenti. E come tacere gli arancini, le varie paste fresche fatte in casa, le focacce ed ancora, tornando ai dolci, i torroni e la particolare giurgiulena (torrone particolare ottenuto mediante l’impasto di semi di sesamo, mandorle, miele)? E come dimenticare i vini nostrani come il Cerasuolo di Vittoria? Se a tutto ciò aggiungiamo anche i prodotti tipici di trasformazione e lavorazione del latte come la ricotta ragusana e il cacio cavallo (cosacavaddu) che di recente ha ottenuto il marchio DOP, o delle carni degli animali da allevamento e gli insaccati e prodotti derivati, di cui ricordiamo la salsiccia di vittoria, nonché i prodotti sott'olio e sott'aceto, come i pomodori secchi o i vari estratti e le numerose conserve, le marmellate e il miele ibleo, non possiamo far altro che ammirare tutto ciò che, per la nostra provincia, è anche, insieme all’arte, uno dei principali vanti.

Palazzo Schininà

Palazzo Schininà, sito nel nuovo centro storico di Ragusa, è oggi sede Vescovile e del Seminario. Si trova a pochi passi dalla Cattedrale. Esso fu eretto nel XXVIII secolo dalla famiglia omonima, i Marchesi di Sant’Elia.

Degni di ammirazione sono tutti i balconi presenti sul lato di via Roma decorati nei mensoloni e con le cornici delle aperture finemente abbellite. Il portone centrale, oggi entrata per il seminario e il vescovato, che permette l’ingresso in un giardino interno, è altamente decorato e caratterizzato dalla presenza di un medaglione raffigurante lo stemma della famiglia e insieme al balcone principale, sembra formare un unico complesso, come nel palazzo Battaglia.

Palazzo Cosentini

Palazzo Cosentini, appartenuto alla famiglia omonima, sorge nell’antico quartiere detto "degli Archi". Eretto nel XVIII secolo esso è espressione tipica del barocco ibleo. L’entrata centrale del palazzo si trova sulle scale che portano alla chiesa dell’Itria.

Fastose e significative le varie decorazioni presenti. Impossibile tacere le varie statue presenti su due pareti esterne, quelle che si affacciano sulle due strade su cui il palazzo si affaccia.

Si tratta di San Francesco di Paola, inserita nella confluenza delle pareti che danno sulla scalinata, ad angolo. Dall'altro lato San Cristoforo e S. Rocco. Si tratta dei santi protettori dei viandanti. La loro presenza è significativa in quanto il palazzo si affaccia proprio su quelle vie che all'epoca conducevano nei comuni vicini.

Caratteristici sono anche i mascheroni che rappresentano volti deformi e con significati diversi, una sorta di messaggio per l'osservatore, generalmente per manifestare l'abbondanza e la ricchezza sia della famiglia ma, anche, della popolazione ad essa fedele. 

 

Palazzo Bertini

Palazzo Bertini fu edificato su commissione della famiglia Floridia alla fine del settecento.

Subì una significativa modifica strutturale il secolo dopo a causa dell'abbassamento del manto stradale effettuato per migliorare urbanisticamente la parte nuova della città. In quel periodo, infatti, quello che era il piano terra divenne il primo piano del palazzo.

Prende il nome attuale in quanto fu acquistato dalla famiglia Bertini. Esso sorge sul lato sinistro della parte bassa dell'attuale corso Italia.

Anche quest’edificio presenta molte ricche decorazioni ma bisogna necessariamente nominare, e osservare, i tre mascheroni presenti nella chiave di volta delle finestre della facciata principale e che, secondo le comuni interpretazioni, rappresentano i tre potenti: il povero, potente della sua stessa povertà in quanto non gli si può togliere nulla; il mercante, che può tutto grazie al suo denaro; il ricco, che deve la sua potenza al fatto di essere nobile.

Palazzo Zacco

Sito in via San Vito, a pochi metri dal ponte Giovanni XXIII, uno dei più eleganti palazzi in stile tardo-barocco: palazzo Zacco. Restaurato di recente, la struttura, che fa angolo con Corso Vittorio Veneto, presenta proprio sullo spigolo uno stemma nobiliare che, insieme alle altre decorazioni di balconi e finestre dà una dà una forma armonica al palazzo ed eleganza anche al resto della strada.

Il portone d’ingresso, sito sul lato di via San Vito, molto decorato, presenta ai propri lati due colonne con i capitelli riccamente intagliati e che fanno da sostegno al balcone centrale.

Degni di nota sono l’inferriata del suddetto balcone, di forma bombata e decorata con motivi floreali e i mensoloni, che sorreggono gli altri balconi, intagliati, che presentano delle figure bizzarre e dei mascheroni.

Palazzo Nicastro o della Cancelleria

Il Palazzo Nicastro, conosciuto anche come Palazzo della Cancelleria fu eretto dalla famiglia Nicastro. Esso sorge su un terreno alquanto scosceso, accanto alla Chiesa dell’Itria. Ha una forma che si adatta allo stesso terreno.

Come altri palazzi dell'epoca, presenta ricche decorazioni e volute, specie nel portone d’ingresso e nel balcone principale. Sono gli stili diversi nelle varie decorazioni usate che rendono chiaro il fatto che la struttura dovette subire diversi rimaneggiamenti nel corso tempo. Nella seconda metà del 1800 il palazzo fu acquistato dal Comune e divenne sede della Cancelleria, da cui poi prese e mantenne il nome.

 

 

Palazzo Sortino Trono

Il settecentesco Palazzo Sortino-Trono, appartenuto alla famiglia omonima, si erge superbamente tra scalette e viuzze nell’antico quartiere degli Archi. La sua mole è già visibile da corso Mazzini. 

Il palazzo ha una pianta rettangolare e si sviluppa su tre livelli. La facciata è riccamente decorata: vi si possono ammirare capitelli a volute.

Anche il portone principale è degno di nota dal punto di vista decorativo e sembra quasi un unico corpo sia col balcone principale presente sopra di esso, che con le colonne che lo incorniciano e sembrano sostenere la balconata.

Sul lato sinistro della facciata il resto delle balconate con mensoloni decorati. L'interno, come molti altri palazzi dell'epoca, presenta un pavimento in pece decorati con figure geometriche, il soffitto a botte con dipinti di stampo neoclassico.