La panoramica culinaria che offre la Sicilia nel settore della gastronomia del pane è molto ampia e nasce dalla fantasia della cucina povera che usava l’unico elemento disponibile ed economico, quale quello della farina di grano duro rappresentava e tutt’ora rappresenta. La suddivisione di questa categoria abbraccia quattro rami fondamentali che sono:

i pani speciali o diversi dal comune che vengono elaborati anche con farine diverse da quella sopracitata;

le pizze che prevedono un condimento esterno e  vanno cotte in forno;

le focacce che prevedono una farcitura interna;

le frittelle salate che possono contenere o meno degli ingredienti e vanno fritte in grassi;

È proprio quest’ultima tipologia di pasta che vorrei proporre questa settimana col nome di “Mitilùgghia”. Si tratta di una focaccetta con un nome curioso e poco noto; deriva dall’arabo mitilua, col significato di fermentato, lievitato.

È una preparazione tutt’ora molto usata a Vittoria e nel ragusano e la pasta adoperata può essere azzima o lievitata. Assomiglia molto alla pasta per la pizza ma invece che essere cotta in forno, viene fritta nell’olio bollente: questa poi può essere consumata così com’è (magari con sale ed origano secco) o accompagnata da formaggi o salumi, insomma una vera bontà!

Molti vini possono essere usati come abbinati a questa focaccetta a seconda da quale l’alimento con cui la si accompagna.

Un vino, tra questi, potrebbe essere il Contea di Sclafani rosato; col suo odore fruttato e un sapore fresco e vivace, lo si può consumare a tutto pasto.

 

Ingredienti:

  • 1 kg di farina di grano duro;
  • 600 gr di acqua tiepida;
  • 1 panetto di lievito di birra (o circa 300/350 gr di lievito madre);
  • 20 gr di sale circa (2 cucchiaini abbondanti);
  • 2 cucchiai abbondanti di olio evo;

La ricetta è esattamente quella della pizza al taglio (potete trovarla nel mio blog cliccando qui): una volta fatto lievitare l’intero impasto, fate dei panetti di uguali dimensioni della grandezza di un piccolo pugno e fate ri-lievitare al calduccio. Passata la seconda lievitazione, mettete a scaldare in una padella capiente, dell’abbondante olio di semi d’arachidi; appena diventa caldissimo, prendete il primo panetto e schiacciate con le dita allargandolo; quindi adagiatelo con attenzione nell'olio bollente e attendete che il bordo sia dorato. Appena vedete la doratura giratelo con attenzione per qualche altro minuto in attesa che anche l'altro lato sia dorato. Non appena pronto, toglietelo dall'olio e poggiatelo su carta assorbente. Mentre ancora è caldo spolveratelo con del sale e dell'origano secco. 

 

Potete trovare questa ricetta anche sul mio BLOG.

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