Tanti libri sono stati scritti sopra la pizza, la sua origine e la storia. Ma ovunque la pizza non è altro che una pasta da infornare sulla cui superficie si mettono ingredienti diversi: sono quindi “scoperte”.


Le pizze siciliane non vantano particolari ricordi storici o aneddoti; ma io stavolta ve ne propongo una relativa alla pizza che viene denominata “Fàccia di Vèccia” (Faccia di vecchia) o, come la definisco io, “Focaccia bianca con salamoia”.
Questa preparazione, con questo nome molto particolare, trova una precisa corrispondenza con l’analoga pizza emiliana detta “stria” (strega): entrambe infatti, cotte accanto al fuoco, assumono una colorazione giallognola e anemica e una grinzosità della superficie che viene ammaccata dai pollici e che richiamano appunto il volto di una vecchia.


Quando si preparava il pane in casa e avanzava un poco di pasta lievitata, se ne ricavava un disco spesso un dito e con le dita si facevano dei buchi sopra tutta la superficie; poi si condiva sopra con dell’olio, sale e pepe e dell’origano secco. La mia versione prevede la salamoia, ossia gli stessi ingredienti come condimento, ma stemperati in un po’ d’acqua.


Un buon vino rosso che potrebbe accompagnarsi alla “Faccia di Veccia” che si mangia bene sia sola che accompagnata a mò di pane con salumi e formaggi, è uno Sciacca Rosso, dall’odore vinoso e dal sapore leggermente tannico; si serve a 18° a tutto pasto.

 

Ingredienti per 4 persone:

  • 100 gr di semola di grano duro; 
  • 400 gr di farina manitoba (o 0); 
  • 300 gr di acqua tiepida; 
  • mezzo cucchiaino di zucchero; 
  • 1/3 di panetto di lievito di birra; 
  • 2 cucchiaini rasi di sale

 

Per la salamoia:

  • una boccetta di vetro;
  • un dito abbondante di olio;
  • 2 dita di acqua;
  • sale e pepe q.b.;
  • rosmarino tritato q.b.

 

Preparazione:

La sua preparazione è come quella della pizza: unite all’acqua tiepida, lo zucchero e il lievito e lasciate riposare 15 minuti. Poi mettete nella planetaria insieme alle farine e cominciate ad impastare per 15 minuti; dopo i primi 5 versate il sale e continuate l’incordatura della pasta. Lasciate lievitare fino al raddoppio del volume.

Successivamente ungete la/le teglia/e e disponetevi la pasta che allargherete con le dita e lascerete ancora lievitare sempre fino al suo raddoppio; una volta bella gonfia, adagio con le punte delle dita, create dei “fossi” qua e là sulla superficie, belli profondi e fitti al fine di raccogliere la salamoia.


Mettete dentro la boccetta tutti gli ingredienti per quest’ultima e sbattete bene energicamente per farli amalgamare; versatela sulla pizza. Infornate in forno ventilato a 220° circa fino a doratura sopra e sotto; gustatela come desiderate: calda, tiepida, da sola o con dei salumi…tanto risulta sempre di una bontà unica nella sua semplicità!

Potete trovare la stessa ricetta sul mio BLOG

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