Questa settimana propongo una gustosa, leggera e primaverile ricetta coi carciofi. Diversissimi i nomi siciliani di questo buonissimo e versatile vegetale: carciòffula, carciòfola, caquòrcila, cacuòrciulu, cacùccila, e così via.

Ma nel parlato quotidiano manca la dizione più interessante, ossia capòzzula che è quella poi che deriva da “caput”, il capo, cioè la testa del cardo da tagliare. Il carciofo, non si sa perché, fu abbandonato per lunghissimo tempo; ricomparirà alla fine del medioevo a seguito di copiose importazioni dall’Etiopia: si estese di seguito in Sicilia dove sembra abbia trovato il suo migliore habitat.

Nella cucina isolana, i carciofi hanno larghissimo impiego e sono secondi solo alle melanzane per il numero delle ricette che si possono ricordare. Secondo la tradizione popolare, mangiare molti carciofi faceva diventare rauchi, mentre le sarde rendevano la voce limpida.

Merita un cenno il carciofo selvatico che cresce spontaneo nelle pietraie e che viene venduto già lessato nelle bancarelle agli angoli di strada. Il mangiarlo, secondo la tradizione, ha un suo fascino in quanto ne indica un passatempo tra amici, l’occasione per tenere qualcosa in mano e un buon motivo per bere vino!

Nel linguaggio dei fiori, il carciofo è simbolo di speranza. Tra le mie ricette, svariate riguardano i carciofi, ma quella di oggi probabilmente le batte tutte... almeno per me!

 

Ingredienti per 2 persone:

  • 2 grossi carciofi freschi;
  • acqua fresca acidulata con del succo di limone; 
  • scaglie di parmigiano;
  • sale e pepe nero fresco tritato;
  • Pepe di Sichuan (facoltativo; in mancanza pepe rosa);
  • lamelle di mandorle;
  • succo di due limoni;
  • olio EVO q.b.;

Preparazione:

Piatto fresco, ricco, saporito e completo, sia come antipasto che come secondo da accompagnare a dei crostini di pane casareccio, il carpaccio di carciofi è… troppo buono! Tanti sono i sapori e le consistenze di questo piatto unico: la croccantezza dei carciofi e delle mandorle; l’agro leggero del succo di limone; la dolcezza e la sapidità insieme delle scaglie di parmigiano e la leggera piccantezza e aroma del pepe fresco! 

La sua preparazione è semplice e non prevede cottura proprio perché si tratta di un carpaccio; basti intanto pulire i carciofi, togliendo loro le foglie esterne più dure fino a lasciare quelle più chiare e tenere. 

Tagliate con un coltello seghettato la parte superiore dei carciofi (quasi la metà), sbucciate pure il gambo e dividete il carciofo a metà per il lato lungo; togliete le barbette interne e gettateli dentro l’acqua acidulata per non farli annerire.

Poi prendete una mandolina (se non l’avete potete usare un bel coltello affilato) e tagliate per il verso lungo i carciofi sottilmente (circa 1 mm) e versateli sempre dentro l’acqua acidulata.

Prendete infine un piatto da portata, distribuitevi sopra dell’olio e disponetevi un primo strato di “sfoglie” di carciofi sgocciolati ed asciugati: salate, pepate a piacimento, disponete qualche scaglia di grana, un filo d’olio evo e di succo di limone; procedete con un altro strato uguale e così fino ad esaurimento degli ingredienti; terminate cospargendo sopra le lamelle di mandorle e guarnite con del verde, come ad esempio delle foglie di menta fresca o di basilico o di prezzemolo. Lasciatelo riposare almeno una mezz’oretta per far amalgamare tutti insieme i vari sapori!

 

Trovi la stessa ricetta sul mio BLOG

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