Il termine “Raviola” è sicilianissimo e molto antico: il primo documento che lo cita è del 1247 e risale agli atti di beatificazione del beato Guglielmo, l’eremita di Scicli.

Nel vocabolario siciliano è ancora precisato l’antico termine “raviulàru”, che non indica il venditore o il produttore dei ravioli, ma proprio lo specifico attrezzo o rotellina che si usa e si usava per realizzarli, tagliando la pasta; nello stesso documento si parla di ravioli farciti con la ricotta e pertanto e di conseguenza, ecco trovata la primogenitura siciliana di questa preparazione.

I ravioli, oltre che di ricotta (qui molto noti sia con che senza zucchero nel ripieno e conditi con del sugo di maiale), possono essere farciti in modo diverso; ma due sono le farciture più tipiche della cucina isolana: a base di ricotta e di formaggio con salumi.

Quello che vi propongo io questa settimana è una mia versione un po’…modernizzata del classico raviolo: un “Raviolone…al contrario”, cioè farcito con dell’ottimo ragù (usato come sugo di solito per condire la pasta…per questo “al contrario”) su una fondutina di stracchino; un’originale variazione di tema…sempre golosa e di gran gusto!

 

 

Ingredienti per 8 ravioloni (4 persone):

  • 300 gr di farina di semola;
  • 100 gr di acqua;
  • 1 uovo grosso;
  • 1 pizzico di sale;

Per il ripieno:

  • ragù (circa due boccette medie) non liquido, ma abbastanza ristretto
  • un uovo sbattuto per chiudere i ravioloni

Per la fonduta:

  • 200 gr di stracchino;
  • 240 gr di latte;
  • 1 cucchiaino scarso di fecola;
  • sale, pepe e noce moscata q.b.;

Iniziate col preparare la pasta mettendo nel mixer tutti gli ingredienti ed impastate: se il panetto dovesse risultare un po' secco (dipende dalla farina e dalla grandezza dell’uovo), allora aggiungete un goccino d’acqua. Fatene un panetto consistente che avvolgerete nella pellicola e conserverete per un po' in frigo. 

Nel frattempo preparate la fonduta mettendo in un pentolino antiaderente tutti gli ingredienti a freddo e mescolando bene, soprattutto la fecola facendone sciogliere i grumi. Mettete sul fuoco fino a scioglimento e raddensamento. Poi spegnete e mettete da parte.

Adesso stendete la pasta finemente (spessore 1 mm) aiutandovi con dell’altra semola e coppate 16 dischi di diametro 12 cm; mettete al centro della metà d’essi un bel cucchiaio di ragù e, con un pennellino o col dito, spennellate ai bordi un pò d’uovo. 

In seguito chiudetelo con l’altro dischetto di pasta e chiudete bene i bordi coi rebbi di una forchetta (osservate le figure laterali).

Poi se desiderate, come ho fatto io, coppate nuovamente il raviolone per ottenere una forma perfettamente rotonda e levare l’eccesso di pasta.

Fate tutti gli altri e sistemateli sopra un canovaccio ricoperto con della semola.

Mettete a bollire abbondante acqua salata con un filo d’olio, e al bollore buttate i ravioloni; appena salgono sù, aspettate ancora 1 o 2 minuti, poi scolate; mettete sul fondo di ogni piatto della fonduta di stracchino riscaldata e sopra 2 ravioloni per ogni commensale: gustate caldi caldi!

 

Potete trovare la stessa ricetta sul mio BLOG

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