Oggi parliamo del tanto amato e gustoso “caciocavallo”, formaggio di latte vaccino, intero, grasso e a pasta dura. La prima volta che compare questa parola è nel 1350, ma soprattutto ci si chiede: “perché” si chiama in questo modo? Alcuni ipotizzavano che fosse realizzato con latte di giumenta o cavalla; altri ritenevano che tale formaggio avesse preso il nome dal marchio di fabbricazione, consistente in un ferro di cavallo o di un cavallo lanciato al galoppo. La parola “caciocavallo” invece deriva semplicemente dalla tecnica di salatura che prevede di legare i caci a cavallo di un bastone per la stagionatura, da qui il nome.

Questo formaggio, inoltre, è indicato per legge con l’appellativo di “Ragusano” per denominazione di origine e per la difesa di produzione; è uno dei formaggi più antichi dell’isola, tra i più ricercati e apprezzati e la bontà che lo distingue dagli altri dipende dalla qualità del latte, gustosissimo e proveniente da mucche di “razza modicana”, tra le migliori al mondo.

Latte quindi intero e non privato di lipidi e proteine, molto saporito per i particolari pascoli magri, ricchi di erbe aromatiche; dal metodo di lavorazione, antichissimo e tradizionale, ancora artigiano, con tecniche di produzione che si perpetuano nel tempo; dal metodo di stagionatura, sapiente, unico, in quanto consente l’uso del formaggio stesso in ogni momento della sua stagionatura e maturazione e quindi idoneo per svariate tipologie di uso. Difatti può essere consumato freschissimo, fresco, mediamente stagionato, stagionato, assumendo sempre più sapidità, profumo e consistenza. E’ in genere confezionato in forme grosse di parallelepipedo, ma anche a forma di provolette.

La ricetta a base di caciocavallo che vi propongo oggi è molto semplice e permette di gustare questo formaggio nella sua semplicità senza appesantirlo con altri sapori: “Caciocavallo all’argentiera”, grigliato e con aceto, olio EVO e origano, un ottimo antipasto che si consiglia di fare con il cacio stagionato. Consiglio un Alcamo rosso come accompagnamento, dal sapore asciutto e armonico e dall’odore speziato e fruttato, che ben si accompagna a carni rosse e formaggi impegnativi… come questo!

Ingredienti per due persone:

  • 4 belle fette di caciocavallo spesse 1 cm;
  • olio extra vergine di oliva q.b.;
  • 1 spicchio d’aglio;
  • origano secco q.b.;
  • pepe nero q.b.;
  • 2 cucchiai di aceto di vino bianco;
  • pane casareccio per accompagnare;
Preparazione:

il caciocavallo all’argentiera è uno di vari modi per gustare il caciocavallo. Se non siete siciliani e non riuscite a reperire questo delizioso formaggio, optate per un buon pecorino.

Tagliatelo a fatte spesse 1 cm abbondante e fate scaldare un tegame: mettete proprio un filo scarso d’olio evo su cui far rosolare lo spicchio d’aglio tagliato a metà; poi levatelo e mettete un po' di origano, il pepe nero e l’aceto; appoggiatevi le fette e lasciate rosolare senza arrivare a farlo sciogliere. Quindi giratelo e fatelo insaporire, con gli aromi presenti, anche dal secondo lato.

Ponete su di un piatto e condite con un filino a crudo di olio evo e gustate ancora caldo con del buon pane casareccio!

 

Potete trovare la stessa ricetta sul mio BLOG

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